[ Tiraboschi e Foresti ]
Antonio Tiraboschi (1838 – 1883) ed Ezio Foresti (1956 – 2024), sono state due figure emblematiche nella valorizzazione e diffusione del dialetto bergamasco. Hanno trasformato le loro tradizioni linguistiche in un patrimonio vivo, mantenendole protagoniste della cultura locale, e oltre.

Antonio Tiraboschi
alias Ol Professùr
Antonio Tiraboschi nacque nel 1838 ad Alzano Lombardo (BG).
Fu un importante linguista e storico, e uno studioso e promotore del dialetto bergamasco.
Attraverso le sue opere e studi, come il Vocabolario bergamasco (1862), Il Vocabolario dei dialetti bergamaschi antichi e moderni (1873) e la Raccolta dei proverbi bergamaschi, Tiraboschi ha preservato e valorizzato l’espressione linguistica bergamasca, rendendola accessibile a nuove generazioni e appassionati.
I suoi contributi vanno dalla linguistica alla storia locale, tracciando un ritratto autentico della comunità bergamasca e rafforzando l’identità culturale dei suoi territori.
Si distinse anche per l’impegno nell’alfabetizzazione delle classi meno abbienti. In qualità di direttore della Società di Mutuo Soccorso tra Artisti ed Operai, promosse attivamente l’istruzione dei lavoratori, organizzando scuole serali per offrire opportunità educative a chi non poteva frequentare le lezioni durante il giorno.
Istituì inoltre una biblioteca itinerante per diffondere libri e materiali didattici a un pubblico più ampio, contribuendo così alla promozione del sapere tra le fasce popolari.

L’ARTE DELLA RICERCA
Citazioni e testimonianze nel Vocabolario dei dialetti bergamaschi antichi e moderni
Antonio Tiraboschi, nel suo monumentale Vocabolario dei dialetti bergamaschi antichi e moderni del 1867, dimostrò non solo una profonda conoscenza linguistica, ma anche una straordinaria dedizione alla ricerca storica e culturale. Per ciascuna lettera dell’alfabeto, introdusse il proprio lavoro con citazioni significative tratte da autori dell’epoca e precedenti, molte delle quali legate al mondo dei dialetti. Questo sforzo, compiuto in un periodo storico in cui l’accesso a fonti e materiali era immensamente più complesso rispetto ai giorni nostri, riflette l’accuratezza e la passione che caratterizzavano i suoi studi.
“I dialetti hanno importanza non solo pella storia, ma per conoscere e sentenziare sull’organismo della lingua; e per essere una guida agli etnologi nello studio dei vari elementi concorsi a formare una nazione.” Vegezzi-Ruscalla (lettera A)

Ezio Foresti
alias Vecchio Daino
Ezio Foresti, nato nel 1956 a Nese, frazione di Alzano Lombardo (BG), è stato un apprezzato scrittore e promotore del dialetto bergamasco.
Dopo studi classici e una laurea in Filosofia, ha intrapreso una carriera come direttore creativo presso l’agenzia di comunicazione PG&W e regista per la cooperativa Multimagine, collaborando con importanti aziende e multinazionali.
Conosciuto con lo pseudonimo Vecchio Daino, Foresti ha ideato la pagina Facebook e il profilo Instagram Animali mitologici Bergamaschi. In collaborazione con l’illustratore Emanuele Tomasi, attraverso queste piattaforme ha condiviso vignette, aneddoti e riflessioni sul dialetto e la cultura bergamasca. Sempre con lo pseudonimo di Vecchio Daino, è stato autore anche di articoli pubblicati sui quotidiani locali, nelle rubriche “Dieci modi di dire in bergamasco” e “Lingua madre”.
Tra le sue opere si annoverano Il libro del Tone. Per non parlare della Bepina, del Sandrì e del Mòlem (Sestante, 2021), che tratteggia il tipico muratore delle valli bergamasche, Tra ‘l gnach e ‘l pitàch. Divagazioni sul bergamasco (Sestante, 2019), che raccoglie gli articoli dell’autore che trattano del bergamasco inteso come lingua e come “persona”, e Bergamasco lingua viva (Sestante, 2023), un libro che traduce con tagliente ironia i termini stranieri ormai divenuti d’uso comune nella nostra lingua in dialetto bergamasco.
Dal 2015 poi, con il supporto dell’illustratore Emanuele Tomasi, Foresti ha scandito a suo modo il passar degli anni attraverso i calendari degli Animali mitologici Bergamaschi, con i loro personaggi ispirati al folklore e alla cultura bergamasca, ciascuno associato a un mese dell’anno, con descrizione e illustrazione d’accompagnamento ironiche, satiriche, ma anche affettuose.
Ezio Foresti è “andato avanti” il 25 aprile 2024, all’età di 67 anni.

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